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Filosofia2019-02-24T18:48:49+00:00

L’arte che illumina

Studiare e lavorare a Milano nel design in quei magici Anni ’80 voleva dire avere come professore uno come Bruno Munari, che dopo la scuola ti invitava a casa sua a discutere d’arte, e poi alla sera andare alle numerose inaugurazioni in centro e vedere Memphis con Ettore Sottsass che presentavano i nuovi pezzi (oggi nei musei di tutto il mondo). Significava avere amici di New York, del Messico o di Vancouver e condividere esperienze lavorative in studi come “Arch. Gregotti, De Pas, Alchimia e Sottsass associati”, e, senza accorgersene, vivere una fetta di storia del design italiano. Si sa però che chi nasce in provincia alla lunga sente il bisogno di tornare a ritmi più lenti. Così per me gli Anni ’90 sono un ritorno al lavoro manuale, che ho appreso alla Scuola d’Arte di Saluzzo.

The art that lights

Studying and working in Milan Design field in those magic 80s meant having someone like Bruno Munari as a professor, who after school invited you home with him to discuss about Art; and then, in the evening, it meant going to one of the several inaugurations in the city centre to see Memphis and Ettore Sottsass presenting their new works (today in museums all over the world). It also meant having friends in New York, Mexico, or Vancouver and sharing work experiences in firms like “Arch. Gregotti, De Pas, Alchimia* and Sottsass associated”, and without realizing it, living a slice of the Italian design history. It is known that those who are born in a small town feel the need to come back to slower paces. So for me the 90s are a return to the manual work I learned in Saluzzo’s Art School.

Il ritorno alla provincia

Il matrimonio con Maria, che ama l’arte come me, coincide con l’autoproduzione e con l’uso del vetro e della luce. Nascono così nella nostra casa nel centro storico di Saluzzo le prime creature in vetro riciclato. Forme morbide, fatte di mille frammenti che si tengono insieme con poca colla e si strutturano come le architetture delle cupole. La somiglianza con le meduse, uniche creature trasparenti e luminose, ne ispira anche il nome e il marchio. Dal 1989 al 1996 insegnavo allo IED di Torino materie come Basic Design, Colore e Gestalt, che a mia volta avevo appreso nella scuola di Munari, Marcolli, Garau, Di Salvatore (Scuola Politecnica di Design, la prima scuola privata di design in Italia, nata nel 1954 a Milano) e applicavo queste teorie al vetro: nascevano così Sassi, Coralli, Stalagmiti, Ghiacci, Trifogli e Spirali. Le forme nascevano spontaneamente, senza disegni, ma solo con l’idea, le mani e il cuore (passione).

The return to the province

The marriage to Mary, who appreciates art like me, coincides with the self-handling and the use of glass and light. And so the first recycled glass creatures were born in our house, in Saluzzo’s historical centre.  Soft shapes, made of a thousand pieces held together by a bit of glue, and structured as the domes’ architecture. The similarity to the jellyfishes, the only transparent and glowing creatures, inspires the name and the brand. From 1989 to 1996 I used to teach subjects like Basic Design, Colour and Gestalt at the IED University in Turin, that I had learned at the School of Munari, Marcolli, Garau, Di Salvatore ( Scuola Politecnica di Design , the first private Design School in Italy, born in 1954 in Milan), applying these theories to the glass: in this way I created Rocks, Corals, Stalagmites, Ice, Clovers, Spirals. The forms were born spontaneously, without drawings, only with the idea, the hands and the heart (passion).

Milano e il mondo

Così nel 1994 torno a Milano e propongo le prime sculture luminose a Dilmos, una delle più prestigiose gallerie di design in zona Brera. Erano così originali per l’epoca che il successo di vendita è immediato: nascono così tanti modelli, il primo catalogo e un listino prezzi. Grazie all’ambiente milanese, frequentato da architetti, artisti e designer, i contatti crescono e insieme anche le richieste. Le forme si fanno sempre più grandi, si passa da oggetti da tavolo o da terra a sistemi modulari come la Tenda Luminosa, la Spirale o la Pioggia, o a vere e proprie installazioni luminose. Mi chiedono di illuminare cinema, ristoranti, teatri e persino una nave da crociera. Arrivano anche pubblicazioni su riviste internazionali e libri, esposizioni come il secondo Salone satellite alla Fiera di Milano. E il primo laboratorio, dove collaboravo anche per un progetto con un centro di lavoro solidale, si fa piccolo. Però, grazie al successo dei primi sette anni, posso investire in un vero capannone.

Milan and the world

In 1994 I went back to Milan and I proposed the first light sculptures to Dilmos, one of the most prestigious design galleries in the Brera area. They were so original for that period that the sale success was immediate: many new models, the first catalogue and a price list were born. Thanks to the Milan environment, with so many architects, artists and designers, contacts grew, and so do the requests. Shapes become larger and larger, we go from table objects to modular systems as the Light Curtain, the Spiral or the Rain, or to real light installations. They ask me to enlight cinemas, restaurants, theatres and even a cruise ship. They published my works on international magazines and books, they invited me at exhibitions like the second Salone Satellite at the Milan Fair. And the first laboratory, where I also collaborated with a solidarity project, became small; but thanks to the success of the first seven years, I can finally invest in a
real shed.

Il nostro stile

Dal 2000 Le Meduse diventa a tutti gli effetti un’impresa con 7/8 lavoratori dipendenti (molti ex studenti della scuola d’arte saluzzese) e un fatturato in crescita. Sono anni di fatica ma anche di soddisfazioni, nel vedere casse imballate affrontare viaggi che dalla provincia Granda partono per Parigi, Mosca, Hong-Kong, Sidney e persino per i Caraibi. Intanto la filosofia di costruzione è sempre la stessa: vetro riciclato al 90% e illuminazione a bassa tensione o a LED per un minimo impatto ambientale. Questo perché ho sempre pensato che si può produrre qualsiasi cosa, ma chi progetta ha il dovere di pensare al grande consumo delle risorse della terra, che sono limitate e sempre più scarse. Oggi che il mercato sta cambiando, Le Meduse cerca di portare nel mondo questo stile che sempre ci ha distinto: la semplicità del materiale, la bellezza dello stupore davanti alla luce e i suoi effetti nell’ambiente circostante, dove l’uomo vive.

Crediamo nell’arte, in tutte le sue forme, perché è l’unica attività umana positiva, che accresce la cultura e unisce i popoli.

Our style

In 2000, Le Meduse effectively became a company, with 7/8 employees (many Saluzzo’s Art School former students) and an increasing revenue. These were years of hard work but also satisfaction, seeing crates packed and sent from the Granda province to Paris, Moscow, Hong Kong, Sydney and even the Caribbean. Meanwhile, the construction philosophy is always the same: 90% recycled glass and low-voltage or LED lighting for a minimum environmental impact, because I always thought that you can produce anything, but those who design has the duty to think about Earth’s resources are limited and fewer and fewer. Now the market is changing and Le Meduse tries to bring this style to the world, a style that always distinguished it: the simplicity of the material, the beauty of wonder in front of the light and its effects in the surrounding environment, where man lives.

We believe in Art, in all its forms, because it is the only positive human activity that increases culture and unites people.